Conference

Non possiamo prevedere il futuro
Ma possiamo inventarlo

(Steve Jobs)

In un intervento tutto si consuma in poco tempo: la sala ha bisogno di qualcosa di forte su cui confrontarsi e discuterne poi al caffè e in ufficio. Lascio così le mie certezze e mi faccio spazio nella giungla del futuro. Nelle conferenze, in molti casi in meno di un’ora, offro la mia visione per far assaggiare alla platea la sensazione delle cose che verranno.
Alcuni esperti non condividono volentieri una sensazione vincente. Io no. Nel 2003 scrissi tra i primi un libro sul successo del concetto di benessere. Il primo principio di un esperto è quello di donare per poter poi ricevere.
La conferenza è uno di questi momenti: non riconosci le persone in aula ma le distingui quando si avvicinano e ti stringono la mano. Per cui sprigiono il mio massimo pensiero sulla visione del futuro attraverso la comprensione del suo presente e l’analisi del passato. E lascio agli altri decidere.
Il mio compito di conferenziere è quello di scuotere e di cambiare in parte la vita di qualcuno che mi ascolta. In questo caso donandogli un mio pensiero profondo sapendo che, prima o poi, mi ricorderà per questo con altri.

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